A Serranova torna il rito del fuoco: sabato 31 gennaio la 10ª edizione della Fòcara
Il fuoco come simbolo di rinascita, incontro e identità collettiva. Sabato 31 gennaio 2026, a partire dalle ore 20.00, la comunità di Serranova rinnova uno dei suoi appuntamenti più sentiti con la decima edizione della Fòcara, l’antico rito dedicato a Sant’Antonio Abate che affonda le radici nella tradizione popolare salentina.
Il grande falò, costruito con la classica catasta di legna, tornerà a illuminare la notte invernale, innalzandosi verso il cielo come segno di luce e calore nel cuore della stagione fredda. Attorno alla fiamma si ritroveranno cittadini e visitatori, trasformando il borgo in un vero e proprio spazio condiviso di memoria, partecipazione e festa.
La Fòcara non è solo un rito simbolico, ma un momento di forte aggregazione sociale, capace di unire generazioni diverse e di richiamare chi desidera vivere un’esperienza autentica del territorio. Le strade di Serranova diventeranno per l’occasione un teatro a cielo aperto, animato da musica, colori ed energia.
Ad arricchire la serata sarà un programma di intrattenimento pensato per coinvolgere un pubblico ampio e trasversale. Non mancheranno artisti di strada, giocolieri e performer itineranti, pronti a sorprendere adulti e bambini con spettacoli dal vivo e performance suggestive. Ampio spazio anche al cibo di strada e alle specialità gastronomiche locali, per gustare i sapori della tradizione in un clima di convivialità.
L’evento è organizzato dalla comunità di Serranova con il supporto del Comune di Carovigno, del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto e di Crai San Vito dei Normanni, a testimonianza di una sinergia territoriale che valorizza cultura, tradizioni e socialità.
Un appuntamento che, anno dopo anno, si conferma come uno dei momenti più attesi dell’inverno salentino, capace di accendere non solo il fuoco, ma anche il senso di appartenenza e condivisione. L’invito è aperto a tutti: Serranova vi aspetta per vivere insieme una notte di luce, musica e calore sotto il cielo d’inverno.
