Crisi Centrale Enel Brindisi lavoratori sanvitesi in lotta, Piero Iaia: “Le istituzioni locali assenti”
A Brindisi la crisi della centrale Enel non è più solo un titolo di giornale. Tra i lavoratori, molti dei quali padri e madri di famiglia provenienti da San Vito dei Normanni, non esiste ancora una prospettiva chiara sul futuro occupazionale.
“Dal nostro Comune non vi sono segnali di pressioni politiche sul Governo né momenti di confronto pubblico con lavoratori e cittadini”, denuncia Piero Iaia. “Un’assenza dai tavoli di confronto che denota un disinteresse e nessuna assunzione di responsabilità”.
Eppure, Brindisi e i Comuni della Provincia, tra cui San Vito dei Normanni, sono stati riconosciuti area di crisi industriale complessa, con un accordo di programma firmato il 10 luglio 2025 e quasi 8 milioni di euro di risorse disponibili per nuovi investimenti e salvaguardia dei posti di lavoro.
Nonostante San Vito sia incluso tra i Comuni che possono accedere alle misure della legge 181/1989, il Comune non ha convocato alcun tavolo pubblico né un Consiglio Comunale dedicato alla crisi, non solo di Enel ma anche del petrolchimico, e alle opportunità previste per le aree di crisi.
“In questa situazione, sarebbe opportuno presenziare al prossimo tavolo in Prefettura e la presenza del Comune dimostrerebbe un impegno diretto per i lavoratori locali, contrastando il ‘silenzio’ denunciato”, aggiunge Iaia.
I lavoratori restano in attesa, e il tempo stringe: il rischio è che la mancanza di azione istituzionale lasci ulteriormente isolati cittadini e famiglie già colpite dall’incertezza occupazionale.
