Trasformare una tragedia privata in un messaggio universale di speranza. Venerdì 13 marzo 2026, la Pinacoteca comunale di San Michele Salentino ospiterà un incontro di profondo valore civile e pedagogico: la presentazione del libro “Mio padre, tuo padre. Due uomini contro l’odio del conflitto israelo-palestinese”. L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alla Cultura in sinergia con l’Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII” e Taberna Libraria, si svolgerà dalle ore 8:30 alle 10:30 e vedrà la partecipazione attiva degli alunni delle classi quinte della scuola primaria.
Al centro del racconto, firmato dalle scrittrici Carola Benedetto e Luciana Ciliento, c’è l’incredibile storia vera di Rami Elhanan e Bassam Aramin. Divisi da tutto — lingua, religione, confini e bandiere — i due uomini si ritrovano tragicamente accomunati dallo stesso destino: la perdita delle rispettive figlie, Smadar e Abir, uccise dalla violenza di un conflitto che sembra non lasciare scampo. Laddove la reazione più prevedibile sarebbe stata la vendetta, Rami e Bassam hanno scelto la strada più impervia e coraggiosa: quella del dialogo, decidendo di lottare insieme affinché nessun altro genitore debba attraversare lo stesso inferno.
L’evento si aprirà con i saluti istituzionali del sindaco Giovanni Allegrini, seguiti dal dialogo tra le autrici e l’assessore alla cultura Tiziana Barletta. La scelta di coinvolgere i giovanissimi studenti non è casuale: il testo utilizza le voci delle due bambine scomparse, che tra le pagine risuonano con forza e dolcezza, per spiegare come la pace non sia un concetto astratto ma una pratica quotidiana che richiede il coraggio di spezzare la catena della violenza.
In un momento storico in cui le notizie dal Medio Oriente appaiono spesso prive di via d’uscita, la testimonianza di Rami e Bassam, mediata dalla penna delle autrici, offre agli adulti di domani uno strumento critico per comprendere la complessità del presente. Costruire la pace si rivela così non come un’utopia, ma come la missione più urgente della nostra epoca, partendo proprio dalla memoria e dall’ascolto dell’altro.
