Terremoto politico a Ostuni: cade la giunta Pomes dopo tre anni
Si chiude bruscamente e con un atto notarile l’amministrazione guidata da Angelo Pomes. Nella serata di ieri, 27 aprile 2026, tredici consiglieri comunali hanno rassegnato le proprie dimissioni irrevocabili, ponendo fine alla consiliatura iniziata con la vittoria elettorale del maggio 2023.
La crisi, che covava da mesi, ha visto convergere l’intera opposizione di centrodestra e la componente indipendente, portando la “Città Bianca” verso un nuovo commissariamento prefettizio.
Le ragioni della crisi: dal “caso socialista” alla rottura definitiva
Il punto di non ritorno risale al luglio scorso, quando la revoca delle deleghe a tre assessori del PSI aveva incrinato i rapporti all’interno della coalizione di centrosinistra. Da quel momento, la maggioranza si è ritrovata a governare con il fiato corto, sostenuta da un solo voto di scarto.
A far pendere l’ago della bilancia verso lo scioglimento è stata la decisione della consigliera Laura Greco (ex Consenso Civico) di unirsi ai sette esponenti del centrodestra (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Obiettivo Comune e Per Ostuni) e ai cinque rappresentanti dell’area socialista.
Il duro sfogo di Laura Greco: «Scelta sofferta ma necessaria»
In una nota diffusa poco dopo la firma, la consigliera Greco ha spiegato le motivazioni che l’hanno spinta a interrompere il mandato, parlando di un progetto originario ormai irriconoscibile:
“Questa amministrazione ha inizialmente governato con entusiasmo e passione, in coerenza con il progetto originario. Strada facendo, però, è venuto meno il metodo del confronto democratico. La scelta drastica di fare a meno di una rilevante componente della maggioranza senza un’interlocuzione ha impedito alla città di compiere quella necessaria svolta.”
Greco ha poi puntato il dito sulla gestione dei temi caldi per il territorio, come l’urbanistica e l’ambiente:
“L’attività politica dallo scorso luglio si è ridotta alla mera ricerca di equilibri interni o logiche di potere. Si è smarrita la visione iniziale e sono stati messi da parte principi, trasparenza e interesse collettivo. Ostuni non può essere amministrata attraverso silenzi o ambiguità su temi fondamentali come la tutela del territorio e la salvaguardia del paesaggio.”
La consigliera ha concluso rivendicando la coerenza verso i propri elettori:
“Le dimissioni non sono state un gesto contro qualcuno, ma un modo per restare fedele ai principi in cui ho sempre creduto. A volte fermarsi è l’unico modo per evitare che si vada ancora più lontano nella direzione sbagliata. Ostuni merita un’amministrazione che torni ad ascoltare la città e non abbia quale unica preoccupazione quella di rimanere a galla.”
