martedì, Agosto 11, 2026
Dalla ProvinciaSan Vito dei Normanni

Violenza economica, l’Ambito territoriale sociale BR1 firma un protocollo con Global Thinking Foundation

Un’azione condivisa per prevenire e contrastare la violenza economica, promuovere la parità di genere e rafforzare l’autonomia delle donne. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto lo scorso venerdì 10 luglio 2026, a Palazzo Nervegna, tra l’Ambito territoriale sociale BR1 e la Global Thinking Foundation ETS.

Alla firma hanno partecipato Claudia Segre, presidente e fondatrice di Global Thinking Foundation, il commissario dell’Ambito sociale Angelo Roma e gli assessori ai Servizi sociali dei Comuni coinvolti: Ercole Saponaro per Brindisi e Rosanna Picoco per San Vito dei Normanni.

Che cosa si intende per violenza economica

La violenza economica è una forma di controllo che può limitare o impedire a una persona di gestire autonomamente il denaro, lavorare, conoscere la situazione finanziaria della famiglia o prendere decisioni sulle proprie risorse.



Può manifestarsi, per esempio, attraverso il controllo dello stipendio, il divieto di avere un conto corrente personale, l’imposizione di debiti, la sottrazione di beni o documenti e la creazione di una condizione di dipendenza economica.

Si tratta di una forma di violenza spesso meno visibile rispetto a quella fisica, ma capace di compromettere profondamente la libertà della vittima. Senza autonomia economica, infatti, può diventare più difficile allontanarsi da una relazione violenta, cercare una nuova abitazione o ricostruire il proprio progetto di vita.

Per questa ragione il protocollo pone al centro non soltanto l’assistenza, ma anche la prevenzione, l’alfabetizzazione finanziaria e la cosiddetta cittadinanza economica: la capacità di conoscere i propri diritti, comprendere gli strumenti finanziari e partecipare consapevolmente alle decisioni economiche personali e familiari.

Formazione per gli operatori dei Centri antiviolenza

Tra le prime azioni previste dall’accordo figura l’avvio del primo modulo dei corsi di educazione finanziaria “Donne al Quadrato”, rivolto agli operatori dei Centri antiviolenza.

L’obiettivo è rafforzare le competenze di chi assiste quotidianamente le persone vittime di violenza, fornendo strumenti utili per riconoscere le situazioni di dipendenza economica e accompagnare le donne verso percorsi di maggiore consapevolezza e autonomia.

La scelta di formare gli operatori permette di ampliare gli effetti dell’intervento: le conoscenze acquisite potranno infatti essere trasferite alle persone seguite dai servizi, aiutandole a comprendere la propria situazione economica, gestire le risorse disponibili e costruire condizioni concrete per un nuovo inizio.

I corsi partiranno nel mese di settembre e si svolgeranno nella sede di Confcommercio Brindisi, in via Sabin 2.

Una rete tra istituzioni e Terzo settore

La collaborazione mette insieme l’esperienza della Global Thinking Foundation nei campi dell’educazione finanziaria e dell’empowerment femminile e il ruolo dell’Ambito territoriale sociale BR1 nella programmazione delle politiche sociali dei Comuni di Brindisi e San Vito dei Normanni.

L’Ambito opera in raccordo con il distretto sociosanitario per tutelare i diritti, migliorare la qualità della vita della cittadinanza e favorire percorsi di autodeterminazione. Il protocollo punta quindi a costruire una rete stabile tra istituzioni, servizi sociali, Centri antiviolenza, Terzo settore e realtà economiche del territorio.

Secondo Claudia Segre, formare chi lavora accanto alle persone più fragili significa trasformare l’educazione finanziaria in uno strumento concreto di autonomia e ricostruzione personale. L’alleanza tra soggetti pubblici e privati può così contribuire a prevenire nuove condizioni di dipendenza e a rendere più efficaci e duraturi i percorsi di uscita dalla violenza.

L’accordo rappresenta dunque un passo importante per affrontare una forma di abuso che può rimanere nascosta a lungo, ma che incide direttamente sulla libertà e sulla dignità delle persone.

Perché restituire a una donna il controllo delle proprie risorse significa restituirle anche la possibilità di scegliere il proprio futuro.


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