Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale di San Vito dei Normanni è stato discusso l’ordine del giorno presentato da Fratelli d’Italia sul tema della sanità pugliese e dell’addizionale regionale IRPEF.
Il partito Democratico e la maggioranza tutta ha scelto un approccio improntato alla responsabilità istituzionale, approvando un emendamento che ha consentito di affrontare il tema nella sua interezza, evitando letture parziali di una questione complessa.
Durante il dibattito è stato ribadito come il Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, abbia già assunto pubblicamente la responsabilità politica dell’aumento dell’addizionale IRPEF, spiegandone le ragioni e accompagnando tale scelta con un preciso impegno: avviare un nuovo modello di controllo della spesa sanitaria e di contrasto agli sprechi. Un percorso già avviato che ha consentito di individuare e ridurre sprechi per circa 100 milioni di euro.
È stato inoltre ricordato che l’intervento sull’addizionale è costruito secondo un criterio di progressività fiscale: nessun aumento per i redditi fino a 15.000 euro annui, mentre per i redditi fino a 28.000 euro l’incremento si traduce in un importo di circa quattro euro mensili.
La discussione ha però evidenziato soprattutto come il tema non possa essere affrontato limitandosi al solo livello regionale. I dati certificati dalla Corte dei conti descrivono infatti una criticità di carattere nazionale: già oggi il costo complessivo del Servizio Sanitario Nazionale supera di circa 5 miliardi di euro il Fondo Sanitario Nazionale e, secondo le stime, questo divario potrebbe raggiungere i 13 miliardi entro il 2029. Una dinamica determinata dall’aumento dei costi dei farmaci innovativi, dal rinnovo dei contratti del personale sanitario e dai profondi cambiamenti demografici, con l’aumento dell’aspettativa di vita e il progressivo invecchiamento della popolazione.
Per questa ragione, l’emendamento approvato dalla maggioranza ha anteposto alla richiesta di revoca dell’addizionale regionale una richiesta rivolta al Governo affinché incrementi il finanziamento destinato alla sanità pubblica. Un passaggio ritenuto essenziale, poiché senza un adeguato rifinanziamento del Fondo Sanitario Nazionale il rischio è quello di continuare a scaricare sulle Regioni il peso di un sistema che richiede risorse sempre maggiori.
Nel corso del confronto è stata inoltre espressa forte preoccupazione per il percorso intrapreso dal Governo sull’autonomia differenziata. Numerosi studi evidenziano infatti il rischio che una maggiore autonomia regionale nella gestione della sanità possa accentuare le disuguaglianze territoriali, consentendo alle Regioni economicamente più forti di offrire condizioni più competitive al personale sanitario, attrarre medici e professionisti qualificati e ampliare ulteriormente il divario con i territori del Mezzogiorno.
Il Partito Democratico ha quindi scelto di accogliere l’attenzione posta dall’opposizione sul tema della pressione fiscale, ma di inserirla in un quadro più completo e realistico, chiedendo prima di tutto un maggiore impegno del Governo nel finanziamento della sanità pubblica. Solo affrontando le cause strutturali della crisi del sistema sanitario sarà possibile garantire ai cittadini servizi efficienti senza compromettere l’equità sociale e territoriale.
Comunicato stampa
