Un 31enne residente a San Vito dei Normanni è stato condannato dal Tribunale di Taranto nell’ambito di un procedimento relativo a un presunto tentativo di introdurre sostanze stupefacenti e telefoni cellulari all’interno della casa circondariale “Carmelo Magli”, utilizzando un drone.
La vicenda risale al 26 maggio 2026, quando, secondo la ricostruzione contenuta negli atti giudiziari, l’uomo si sarebbe posizionato nelle vicinanze dell’istituto penitenziario a bordo di un’autovettura. L’ipotesi accusatoria contestava il tentativo di far arrivare all’interno del carcere, attraverso un aeromobile a pilotaggio remoto, sostanze stupefacenti e due telefoni cellulari.
In particolare, nel procedimento venivano contestate la detenzione di quantitativi di hashish e cocaina, ritenuti dagli inquirenti destinati alla cessione a terzi, e il tentativo di introdurre nell’istituto penitenziario due dispositivi Samsung privi di scheda SIM. L’intervento del personale della Polizia penitenziaria, che avrebbe rilevato l’attivazione del telecomando di un drone attraverso il sistema antidroni, avrebbe impedito la riuscita dell’operazione.
La decisione del Tribunale
Il procedimento si è concluso davanti al Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Taranto, dott. Gabriele Antonaci, nelle forme del giudizio abbreviato.
Con il dispositivo di sentenza, il giudice ha dichiarato l’imputato colpevole dei reati contestati, procedendo tuttavia a una riqualificazione giuridica di una parte delle condotte. In particolare, la detenzione della cocaina è stata ricondotta alla fattispecie prevista dall’articolo 73, comma 5, del D.P.R. 309/1990, relativa ai fatti di lieve entità. È stata inoltre esclusa l’aggravante prevista dall’articolo 80 dello stesso decreto e sono state riconosciute le circostanze attenuanti generiche.
Tenuto conto della continuazione tra i fatti e della riduzione prevista per il rito abbreviato, il Gup ha stabilito la pena di due anni e quattro mesi di reclusione e una multa di 6.000 euro, oltre al pagamento delle spese processuali e di custodia cautelare.
Revocata la misura cautelare
Un altro aspetto rilevante del dispositivo riguarda la misura cautelare in corso di esecuzione nei confronti del 31enne. Il giudice ne ha disposto la revoca, ordinando l’immediata liberazione, qualora non risulti detenuto per un diverso titolo.
È stata inoltre disposta la confisca e la distruzione della sostanza stupefacente sequestrata. Per i telefoni cellulari e il drone, completi dei relativi accessori, il provvedimento prevede la confisca e la vendita attraverso la cancelleria e l’Istituto Vendite Giudiziarie; qualora la vendita non fosse possibile, ne è stata disposta la distruzione.
L’imputato è assistito dall’avvocato Donato Musa, del Foro di Brindisi.
Il giudice ha riservato il deposito delle motivazioni della sentenza entro novanta giorni. Sarà quindi la motivazione integrale a consentire di approfondire il percorso giuridico e valutativo che ha condotto alla decisione.
