sabato, Ottobre 31, 2026
San Vito dei Normanni

San Vito dei Normanni, trent’anni dalla riapertura di San Domenico: la comunità celebra la sua storia

Una chiesa gremita e una partecipazione sentita hanno fatto da cornice, martedì 27 ottobre, alla serata organizzata dalla Pro Loco “Porta del Salento” per celebrare i trent’anni dalla riapertura al culto della chiesa di San Domenico a San Vito dei Normanni.

Un anniversario che ha rappresentato molto più di una semplice ricorrenza. L’iniziativa ha offerto l’occasione per ripercorrere una pagina significativa della storia cittadina, ricordando il percorso che portò a restituire alla comunità un luogo di grande valore religioso, storico e culturale.

La numerosa presenza di cittadini ha testimoniato il legame che unisce San Vito dei Normanni alla chiesa di San Domenico, punto di riferimento per la memoria collettiva e parte integrante dell’identità del territorio.

I ricordi di chi visse la riapertura

Il racconto della ricorrenza si è sviluppato attraverso le testimonianze di alcune delle persone che vissero direttamente la riapertura di trent’anni fa.

Particolarmente significativi gli interventi di don Giuseppe Moro, parroco dell’epoca, e del professor Ernesto Marinò, che hanno ripercorso le tappe e le vicende che portarono alla riapertura dell’edificio sacro, condividendo ricordi ed emozioni legati a quel momento.

Nel corso della serata, la segretaria della Pro Loco ha sottolineato l’importanza di celebrare gli anniversari e le ricorrenze della storia locale, affinché le vicende che hanno segnato la comunità possano essere conosciute e trasmesse anche alle nuove generazioni.

Conservare la memoria, in questa prospettiva, significa mantenere vivo il legame con le proprie radici e riconoscere il valore delle persone che hanno contribuito a custodire e valorizzare il patrimonio cittadino.

Don Calamo: «Il valore della comunità»

A riportare l’attenzione sul significato attuale della ricorrenza è stato don Piero Calamo, parroco della chiesa, che ha posto al centro del suo intervento il tema della costruzione della comunità.

La riapertura di un edificio religioso o storico, ha evidenziato, trova il suo significato più profondo quando quel luogo diventa uno spazio di incontro, condivisione e crescita collettiva, capace di accogliere e unire le persone.

Una riflessione che ha collegato il ricordo del passato alle responsabilità del presente: custodire un luogo simbolico non significa soltanto conservarne le strutture, ma mantenerlo vivo attraverso la partecipazione e il senso di appartenenza dei cittadini.

La serata si è conclusa tra gli applausi dei presenti, suggellando un momento di memoria condivisa che ha riportato al centro della vita cittadina la storia della chiesa di San Domenico e il suo legame con San Vito dei Normanni.

A trent’anni dalla riapertura, la ricorrenza ha così rinnovato l’attenzione verso un patrimonio che appartiene alla comunità e che continua a rappresentare un punto d’incontro tra fede, storia e identità locale.

Le foto di Ciccio De Leonardis


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