martedì, Agosto 11, 2026
Regionali Puglia 2025

La Puglia al voto: una vittoria netta per Decaro, ma con l’ombra dell’astensionismo

Le elezioni regionali pugliesi del 2025 consegnano una fotografia nitida e, allo stesso tempo, inquietante: Antonio Decaro conquista la Regione con un margine amplissimo, ma lo fa in un contesto dominato dall’astensione. La provincia di Brindisi, in particolare, diventa uno specchio fedele di questa dinamica: un territorio che partecipa poco ma che conferma, quando vota, la forza del centrosinistra e del Partito Democratico.



Affluenza in Provincia di Brindisi: un crollo generalizzato

L’affluenza provinciale si attesta sul 41,94%, contro il 54,80% del 2020: un calo di quasi 13 punti percentuali, più marcato di quello regionale. La discesa non è uniforme: ci sono comuni che reggono meglio e altri che scivolano verso livelli di partecipazione critici.

I comuni dove si vota ancora “di più”

Pur in un quadro scoraggiante, alcuni centri resistono:

  • San Donaci: 51,46% (praticamente invariata rispetto al 2020)
  • Carovigno: 50,96%
  • Ostuni: 49,03%
  • Villa Castelli e Torre Santa Susanna: 48,31%
  • Mesagne: 45,27%

Qui la tenuta della partecipazione indica un tessuto civile più attivo e, probabilmente, un’offerta politica percepita come più vicina.

I comuni dove l’astensione “vince”

Altri centri registrano invece veri e propri crolli:

  • Francavilla Fontana: 28,28% (uno dei dati più bassi in assoluto)
  • San Vito dei Normanni: 36,01%
  • Cellino San Marco: 36,45%
  • Torchiarolo: 37,90%
  • San Pietro Vernotico: 38,93%
  • Ceglie Messapica: 38,83%

In questi territori, più che la scelta fra candidati, sembra prevalere la volontà di non scegliere: distacco, disillusione, stanchezza.

Il caso Brindisi città

Nel capoluogo, l’affluenza si ferma al 39,94% (era 55,01% cinque anni fa): un dato che pesa politicamente perché Brindisi è storicamente la città che orienta equilibri e narrativa interna alla provincia.


L’esito politico: Decaro e il PD guidano anche nel Brindisino

Come nel resto della Regione, anche nel Brindisino il centrosinistra guida la competizione. Il Partito Democratico risulta la prima forza della coalizione, attestandosi attorno al 26,40%. A seguire:

  • Per la Puglia,
  • Decaro Presidente,
  • Movimento 5 Stelle.

Il PD mantiene quindi una leadership solida, anche grazie alla presenza di candidature territoriali radicate e ben riconoscibili. Lo conferma Francesco Cannalire, segretario cittadino, che sottolinea “il buon risultato di Isabella Lettori e quello, significativo, di Toni Matarrelli sia a Brindisi città sia in provincia”.

Il centrodestra nel Brindisino

Tra le forze di opposizione:

  • Fratelli d’Italia è primo partito (18,81%),
  • segue Forza Italia,
  • quindi la Lega.

Il centrodestra, pur raccogliendo più consenso rispetto alla coalizione in blocco, non riesce a colmare la distanza con Decaro. Al contrario, la frammentazione interna e l’astensionismo pesano più che altrove proprio nei territori dove la coalizione avrebbe potuto crescere.


Decaro, Lobuono ed Emiliano: le reazioni viste dal Brindisino

La netta vittoria di Decaro si traduce anche in una lettura territoriale: nel Brindisino, la percezione è quella di un candidato moderato, pragmatico, che eredita parte del consenso costruito negli anni da Emiliano e che appare credibile per una provincia che vive problemi strutturali (sanità, infrastrutture, lavoro).

Decaro parla di “politica fatta senza urlare”, promettendo attenzione anche a chi non è andato a votare. Un messaggio che nel Brindisino risuona fortemente, proprio perché oltre metà degli aventi diritto è rimasta a casa.

Lobuono, dal canto suo, mantiene un profilo istituzionale: ringrazia, accetta la sconfitta, ma rimarca il dato che più lo preoccupa — l’astensione. Nel Brindisino, dove la partecipazione è fra le più basse della regione, la sua analisi diventa quasi una denuncia civica.

Michele Emiliano, presidente uscente, parla di “continuità di una visione ventennale”. Nel Brindisino questa continuità sarà valutata anche alla luce di questioni rimaste aperte: dai temi della mobilità (Porto, aeroporto, infrastrutture interne) alla sanità, sempre più percepita come insufficiente.


Che cosa resta dopo le elezioni: il Brindisino al bivio

Le regionali del 2025 non ridisegnano soltanto i rapporti di forza: offrono uno sguardo sul rapporto fra cittadini e istituzioni in provincia di Brindisi.

Le sfide che attendono Decaro nel territorio

  • Ricostruire la partecipazione, soprattutto nei comuni dove l’affluenza è crollata.
  • Rafforzare la sanità pubblica, tema sensibile per la provincia e primo impegno dichiarato anche dall’opposizione.
  • Colmare il divario fra costa e interno, in una provincia duale.
  • Lavorare sulle infrastrutture, spesso lente o incompiute.
  • Dare un segnale ai giovani, che sono la fascia con la più alta incidenza di astensione.

Il rischio democrazia “a bassa intensità”

Il dato più pesante, in fondo, non è quello dei singoli partiti, ma il numero di coloro che non hanno espresso preferenze. La provincia di Brindisi vota, ma sempre meno. E quando metà della comunità non partecipa, il rischio è che a decidere siano in pochi — troppo pochi.


Conclusione

Il Brindisino conferma Decaro, ma allo stesso tempo lancia un messaggio preoccupante: la sfida del futuro non sarà soltanto governare, ma riconnettere. Portare nelle urne chi oggi resta fuori, ricostruire fiducia, rendere la politica nuovamente significativa.

Decaro parte da una vittoria schiacciante; ma nel Brindisino, più che altrove, il vero avversario da battere è l’astensione.


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