San Vito apre le porte alla sua prima pinacoteca: arte, memoria e dialogo al centro della città
Le foto sono di Ciccio De Leonardis
San Vito compie un passo significativo nel suo percorso culturale con l’apertura ufficiale della prima pinacoteca cittadina. L’inaugurazione si è svolta nella serata di lunedì al primo piano dell’edificio di via Cavour 6, che da oggi diventa un nuovo punto di riferimento per l’arte, la memoria e l’impegno civile.
Il progetto nasce dalla volontà dell’amministrazione comunale di dotare la città di uno spazio stabile dedicato alle arti visive e alla riflessione culturale. L’allestimento è stato affidato all’associazione culturale Porta d’Oriente, che ha curato il percorso espositivo con il contributo dell’architetto Enzo Longo e di Giovanni “Nino” Ligorio, dando forma a un ambiente pensato per accogliere opere e idee.

La mostra inaugurale ruota attorno al tema “Sui sentieri di Don Milani”, una scelta fortemente simbolica che intende rendere omaggio al sacerdote e pedagogo che ha segnato profondamente il pensiero educativo e civile del Novecento. Un filo conduttore che unisce arte e impegno sociale, invitando il visitatore a interrogarsi sui valori dell’istruzione, della giustizia e della responsabilità collettiva.
Tra i momenti più intensi della serata, l’intervento di Piero Cantini, allievo diretto di Don Milani, che ha condiviso ricordi e testimonianze personali, restituendo al pubblico il ritratto umano e spirituale del suo maestro. Le sue parole, cariche di emozione, hanno trasformato l’inaugurazione in un’occasione di profonda partecipazione e ascolto.
A chiudere l’evento sono stati gli interventi dell’assessore alla Cultura Alessandra Pennella e del sindaco Silvana Errico, che hanno sottolineato il valore collettivo dell’iniziativa e ringraziato gli artisti che hanno scelto di donare le proprie opere, rendendo possibile la nascita della pinacoteca.
Il nuovo spazio, che dialoga anche con la saletta espositiva al piano terra, si propone come un luogo aperto alla comunità: non solo una sede per mostre, ma un laboratorio di idee, confronto e crescita culturale. Un presidio che, attraverso il linguaggio dell’arte, ambisce a promuovere la bellezza e a diffondere i valori universali della pace.
