San Vito dei Normanni ricorda Maria Luisa Herrman Semeraro, studiosa degli insediamenti rupestri
La scomparsa della professoressa Maria Luisa Herrman Semeraro tocca da vicino anche San Vito dei Normanni, che perde una studiosa profondamente legata al territorio e alla sua storia più antica. Di origini tedesche, Herrman Semeraro si innamorò della Puglia nel corso di viaggi di studio organizzati con l’Università svizzera di Basilea, dove svolgeva la propria attività accademica. Un legame, quello con la Valle d’Itria e il Brindisino, che nel tempo divenne così forte da spingerla a stabilirsi a Cisternino, dove sposò l’avvocato Angelo Semeraro.
Riconosciuta a livello internazionale come studiosa dell’arte medievale, in particolare bizantina e romanica, la professoressa Herrman Semeraro ha dedicato gran parte delle sue ricerche alle testimonianze artistiche degli insediamenti rupestri dell’Italia meridionale, offrendo contributi fondamentali alla loro conoscenza scientifica. Numerose le sue pubblicazioni, ancora oggi punto di riferimento per studiosi e ricercatori.
Un capitolo centrale della sua attività è legato a San Biagio, a San Vito dei Normanni. Insieme al compianto don Antonio Chionna, la studiosa si è prodigata per anni nell’opera di scoperta, studio e valorizzazione dell’insediamento rupestre, contribuendo in maniera decisiva a portarne alla luce l’importanza storica, artistica e religiosa.
È sua una delle pochissime opere monografiche dedicate alla cripta di San Biagio, pubblicata per la prima volta nel 1982 dalla casa editrice Grafischena e successivamente riedita nel 2020 da Grafiche Ventrella. Un lavoro che resta, ancora oggi, una pietra miliare per la comprensione del sito e del suo apparato iconografico.
Con la scomparsa di Maria Luisa Herrman Semeraro, San Vito dei Normanni perde una voce autorevole e appassionata, capace di coniugare rigore scientifico e amore profondo per il territorio, lasciando un’eredità culturale destinata a durare nel tempo.
