UNICEF e scuola, aperte le adesioni al programma 2026/2027 per i diritti dell’infanzia
In occasione dell’avvio del nuovo anno scolastico, l’UNICEF – nell’augurarsi che sia ricco di successi e gratificazioni per dirigenti, docenti, personale ATA, collaboratori e studenti e loro famiglie – ricorda che le scuole rappresentano uno spazio fondamentale per trasformare i principi della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in esperienza quotidiana e opportunità di crescita per le nuove generazioni.
E ricorda, al riguardo, che c’è un valido strumento quale il Programma UNICEF “Scuole per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”, cui tutte le scuole possono decidere di confermare l’adesione o aderirvi per la prima volta.
Le iscrizioni alla edizione 2026/2027 del Programma sono aperte fino al 19 ottobre 2026.
“Il Programma – afferma il presidente nazionale di Unicef Italia Nicola Graziano – mette al centro i diritti di bambine, bambini e adolescenti e il loro protagonismo attivo e accompagna le scuole di ogni ordine e grado in un percorso triennale fondato sui principi della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, promuovendo la partecipazione di bambini e adolescenti e il coinvolgimento dell’intera comunità educante”.
“Nella nostra provincia – aggiunge il presidente del Comitato provinciale per l’UNICEF di Brindisi Raffaele Romano – negli ultimi anni il numero delle scuole coinvolte è cresciuto e ci auguriamo di confermate il trend anche per la prossima edizione. Il primo e semplice passo da compiere è quello di formalizzare l’adesione utilizzando il form presente sul sito di Unicef Italia. Ovviamente, il nostro Comitato è completamente a disposizione per fornire la necessaria assistenza. Ricordo poi che quest’anno, grazie alla presenza presso il nostro Comitato provinciale di due operatrici volontarie del Servizio Civile Universale, avremo la possibilità di realizzare nelle scuole interessate dei particolari laboratori che avranno come focus la promozione dei diritti dei bambini e degli adolescenti in Italia”.
