Cinema, il regista sanvitese Marco Mingolla ad Alice nella città con il cortometraggio “Architetture della visione”
Un nuovo appuntamento di rilievo nel percorso professionale e artistico del regista sanvitese Marco Mingolla. Oggi, mercoledì 21 ottobre, alle ore 18, il suo cortometraggio “Architetture della visione” sarà proiettato al Cinema Teatro Sistina di Roma, in concorso ad Alice nella città, la sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma dedicata al cinema e ai giovani autori.
Scritto e diretto da Mingolla, il cortometraggio rappresenta una nuova tappa di un percorso creativo che continua a svilupparsi, suscitando orgoglio ed emozione anche nella comunità della sua città d’origine.
A esprimere la propria soddisfazione è una voce vicina al regista, Maila Cavaliere, assessore alla Cultura che affida a una riflessione personale il significato di questo traguardo e il valore della sua ricerca artistica. Nel suo messaggio, il percorso di Mingolla viene letto attraverso i riferimenti culturali che ne accompagnano la visione: da Michelangelo Antonioni a Pier Paolo Pasolini, da Eugenio Montale a H.G. Wells, fino a George Orwell e Aldous Huxley.
Autori e pensatori che evocano mondi, immaginazione, utopie e inquietudini della modernità, e che sembrano dialogare con il tema centrale dell’opera: il recupero di qualcosa che rischia di essere smarrito in una società sempre più orientata a sostituire l’immaginazione con una realtà ridotta e impoverita.
Il valore dell’immaginazione e la ricerca di sé
Il titolo, “Architetture della visione”, racchiude già una delle chiavi di lettura del cortometraggio. Quella che potrebbe sembrare una contraddizione diventa, nella riflessione dedicata al film, un modo per descrivere la necessità di dare struttura e consapevolezza alla propria visione del mondo.
Abitare l’ideale, guardare oltre l’orizzonte e immaginare il futuro richiede infatti disciplina, ricerca e capacità di non fermarsi alle prospettive già definite. È in questo spazio che si colloca il lavoro artistico di Mingolla, descritto come un percorso fatto di soste, deviazioni e tentativi di delineare una nuova geografia interiore.
Nel messaggio emerge anche il legame con San Vito dei Normanni. Pur proseguendo il proprio cammino creativo, il regista non ha smesso di rivolgere lo sguardo alla città d’origine, mantenendo vivo un rapporto con le proprie radici senza rinunciare alla libertà di esplorare nuove direzioni.
La sua ricerca viene così associata a un viaggio verso sé stessi, capace di intrecciare memoria e futuro, appartenenza e cambiamento. Una tensione che lascia spazio anche alla nostalgia, non tanto per ciò che è stato, quanto per tutto quello che deve ancora accadere.
Un appuntamento importante per il cinema sanvitese
La partecipazione di “Architetture della visione” ad Alice nella città rappresenta un’occasione significativa per il percorso del regista e per la visibilità del talento artistico legato al territorio sanvitese.
L’augurio rivolto a Marco Mingolla è quello di continuare a coltivare uno sguardo personale, libero dalle convenzioni e capace di interrogare il presente attraverso l’immaginazione.
Perché, come suggerisce il messaggio a lui dedicato, il valore di un autore sta anche nella capacità di non guardare soltanto nella direzione indicata dagli altri, ma di cercare nuovi orizzonti, senza dimenticare da dove è partito.
A Marco Mingolla va l’augurio di proseguire questo viaggio con la stessa libertà creativa, continuando a trasformare visioni, domande e immaginazione in nuove storie da raccontare.
